lunedì 10 febbraio 2014

Siamo già a Febbraio!

Buon anno, anche se in estremo ritardo!
Mi rendo conto di essere estremamente incostante, ma faccio quello che posso. Diciamo che la cosa realmente importante è non smettere di leggere, e almeno sotto questo aspetto, non difetto.
Nell'ultimo post ero ancora alle prese con "L'Ombra" di Roger Hobbs: scrittore giovane che ha prodotto un buon thriller. Nessun miracolo letterario beninteso, ma neppure da cestinare completamente. Mettiamola così, si potrebbe quasi considerare una sceneggiatura da film d'azione scritta per il vasto pubblico.
"Tre Uomini in Barca" di Jerome K. Jerome, libro con cui ho "scavallato" l'anno, si è rivelato un piacevole intermezzo "moderno" (inteso come periodo letterario) capace non solo di strappare sorrisi e qualche risata ma anche di dimostrare come alcune cose sembrino essere senza tempo.
Concluso quello, l'ambientazione salta avanti di quasi cinquant'anni e si sposta nell'America della fine del periodo del cosiddetto "West", grazie a "La Foresta" di Joe Lansdale. L'autore ha il merito di prendere dei fatti "semplici" e di trasformarli, portandoli fuori dagli schemi. Difatti una storia di rapimento e di ricerca non è di certo una novità, eppure il fatto che la "banda" di ricercatori sia composta da un ragazzo alle soglie della maturità, un pistolero nano, un nero gigante, uno sceriffo pieno di cicatrici e una prostituta, non può che spingere il lettore a chiedersi: "Perchè?".
Altro salto di quasi quarant'anni e immersione nel mondo visionario delle "Cronache del Dopobomba" di Philip Dick. Che dire? Il titolo è già di per sé un ottimo indizio su cosa ci si può trovare a leggere, ma giusto per dare un punto di partenza, si può mettere il caso che all'inizio della Guerra Fredda le bombe fossero davvero scoppiate e allora cosa sarebbe successo? Dick va, a suo modo (e ci tengo a precisarlo) a rispondere a questo interrogativo, mostrandosi molto affine alle tematiche quali ucronia e distopia (un po' come in "La Svastica Sul Sole") e tratteggiando una "visione" che ha ben poco di "comune".
Sulla scia di un similare sfondo post-apocalittico, si apre "Wool" di Hugh Howey, in cui troviamo ciò che resta del genere umano richiuso in un enorme silo sepolto sottoterra. E mi fermo qui per non dire altro. Aggiungo solo che il libro è incalzante e si legge davvero bene, con la giusta dose di suspence e mistero.
Una breve parentesi poi per concludere, finalmente, "Plotone Sette" di Andy McNab: tutta la panoramica sulla vita dell'autore prima, durante e dopo la vita nell'esercito e nel reggimento.
Infine ora sono quasi giunto al termine di "La Sottile Linea Scura" di Joe Lansdale. Devo dire che questo autore mi sta piacendo davvero, difatti ho già preso a scatola chiusa svariati altri suoi libri. Vediamo come finirà.
Non ho ancora idea di cosa prenderò in mano dopo, e ogni tanto la mente torna ancora ai due famosi incompiuti ("Underworld" e "I Fratelli Karamazov")... Ma so per certo che resteranno "incompiuti" ancora per un po'... Non è decisamente né il momento, né il periodo per concluderli.

Staremo (anzi, starò) a vedere cosa mi suggerirà l'estro!!

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