Lo ammetto, forse non avrei mai dovuto interrompere la lettura de "I Fratelli Karamazov"... Valutando adesso probabilmente non avrei nemmeno dovuto iniziarlo. Ma facciamo un attimo chiarezza, onde evitare fraintendimenti. Al tempo - un mese fa - mi sembrava di essere nel periodo corretto per cominciare quel libro.
Piccola parentesi: sono fermamente convinto che un libro vada letto nel "suo periodo", ovvero quando si è ispirati. Il rischio sennò è di rovinarsi il piacere della lettura.
Tornando a noi, come dicevo, allora ero convinto della mia scelta. Il libro non è male, pur essendo definibile come "mattone", eppure inizio a perdermi per strada. Non per la storia, ma per il ritmo. Forse, rispetto ad un mese fa, qualcosa è cambiato (chissà cosa poi) e questo mi impedisce di apprezzare la "lentezza" de "I Fratelli..". La prima avvisaglia è stata quella della settimana scorsa, con il primo abbandono in favore de "Il Lungo Silenzio". Poi ci ho provato a ripartire, ma è durata poco. Difatti mi sono già letto un quarto di "Plotone Sette" di Andy McNab. Se l'andazzo è questo, temo che l'opera magna di Dostoevskij verrà accantonata in attesa di tempi migliori. Un po' come accadde con "Underworld" di Don DeLillo, che aspetta ancora il suo turno (dovrò ricominciarlo da capo!).
Non resta che aspettare e vedere...
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