Lo ammetto, forse non avrei mai dovuto interrompere la lettura de "I Fratelli Karamazov"... Valutando adesso probabilmente non avrei nemmeno dovuto iniziarlo. Ma facciamo un attimo chiarezza, onde evitare fraintendimenti. Al tempo - un mese fa - mi sembrava di essere nel periodo corretto per cominciare quel libro.
Piccola parentesi: sono fermamente convinto che un libro vada letto nel "suo periodo", ovvero quando si è ispirati. Il rischio sennò è di rovinarsi il piacere della lettura.
Tornando a noi, come dicevo, allora ero convinto della mia scelta. Il libro non è male, pur essendo definibile come "mattone", eppure inizio a perdermi per strada. Non per la storia, ma per il ritmo. Forse, rispetto ad un mese fa, qualcosa è cambiato (chissà cosa poi) e questo mi impedisce di apprezzare la "lentezza" de "I Fratelli..". La prima avvisaglia è stata quella della settimana scorsa, con il primo abbandono in favore de "Il Lungo Silenzio". Poi ci ho provato a ripartire, ma è durata poco. Difatti mi sono già letto un quarto di "Plotone Sette" di Andy McNab. Se l'andazzo è questo, temo che l'opera magna di Dostoevskij verrà accantonata in attesa di tempi migliori. Un po' come accadde con "Underworld" di Don DeLillo, che aspetta ancora il suo turno (dovrò ricominciarlo da capo!).
Non resta che aspettare e vedere...
mercoledì 25 settembre 2013
sabato 21 settembre 2013
Curioso Intermezzo
Sicuramente "I Fratelli Karamazov" non sono un libro così facile da affrontare, non tanto per la storia in sé, piuttosto per il modo di scrivere di Dostoevskij. I periodi e i dialoghi - composti da monologhi nella maggioranza dei casi - sono lunghi, implicando di fatto una quantità notevole di parole; mentre i cambiamenti che avvengono negli atteggiamenti dei personaggi spesso devono essere esacerbati dal loro modo di esprimersi. Insomma è necessario prestare la massima attenzione, senza distrarsi, poiché si può correre il rischio di dover rileggere una sezione per afferrarne il reale senso.
Tutto questo preambolo mi serviva solo per dire che ho preso una piccola pausa (una settimana) dai Karamazov per dedicarmi ad altro. Nello specifico ho letto "Il Lungo Silenzio" di Wilson Tucker, una storia prettamente di sci-fi post apocalittico, ambientato e scritto negli anni in cui lo spettro dell'atomica era molto più sentito. Solo dopo averlo terminato mi sono reso conto che, senza volerlo, mi ero dedicato ad un libro diametralmente opposto rispetto a "I Fratelli ..". Tralasciando l'ovvio (le vicende e il periodo), i molti personaggi sono stati sostituiti da un protagonista e poche comparse, mentre il fiume di pensieri e parole è diventato solitudine e silenzio.
A pensarci, è davvero curioso.
Tutto questo preambolo mi serviva solo per dire che ho preso una piccola pausa (una settimana) dai Karamazov per dedicarmi ad altro. Nello specifico ho letto "Il Lungo Silenzio" di Wilson Tucker, una storia prettamente di sci-fi post apocalittico, ambientato e scritto negli anni in cui lo spettro dell'atomica era molto più sentito. Solo dopo averlo terminato mi sono reso conto che, senza volerlo, mi ero dedicato ad un libro diametralmente opposto rispetto a "I Fratelli ..". Tralasciando l'ovvio (le vicende e il periodo), i molti personaggi sono stati sostituiti da un protagonista e poche comparse, mentre il fiume di pensieri e parole è diventato solitudine e silenzio.
A pensarci, è davvero curioso.
giovedì 22 agosto 2013
Lettura attuale 22/08/13
Mi sarebbe piaciuto continuare il Ciclo dell'Ecumene della Le Guin...
Mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa di Heinlein...
Mi sarebbe piaciuto iniziare il ciclo della Ruota del Tempo di Jordan...
E alla fine cosa ho preso in mano? I Fratelli Karamazov di Dostoevskij............
Morire Per Vivere - John Scalzi
Diciamo che il ringraziamento finale a Robert Heinlein è assai significativo. In qualche modo sembra di rivivere le gesta narrate in Starship Troopers, senza tuttavia il "militarismo" e fatalismo un po' nero che pervadeva quel libro. La trama tuttavia non risulta banale e pur riprendendo un tema "già trattato", lo elabora/rielabora, lo plasma e lo adatta alla perfezione. Scalzi riesce a dar vita ad un universo molto interessante, in cui molti vorrebbero ritrovarsi, seppur con i vari pro e contro. Una giusta dose di azione, condita con quel pizzico di suspence e drammaticità e arricchita con quello che chiamo "quel qualcosa non volutamente spiegato", producono un ottimo libro di sci-fi, adatto a chiunque ma non per questo poco godibile.
sabato 10 agosto 2013
Letto: Il Pianeta Dell'Esilio - Ursula K. Le Guin
Alla fine ho deciso di proseguire con il secondo volume del Ciclo dell'Ecumene. Ora mi si ripresenta lo stesso del post precedente, senonché mi sta balenando in testa anche l'idea di cominciare la saga de La Ruota Del Tempo di Robert Jordan. Questo perché pur avendo già i primi dieci volumi non ne ho letto ancora uno... Mi sento quasi in colpa...
Non lo so... Dilemma!!!!
Non lo so... Dilemma!!!!
lunedì 5 agosto 2013
Letto: Il Mondo Di Rocannon - Ursula K. Le Guin
Primo volume del Ciclo dell'Ecumene. Ora non so se continuare con il seguito -Il Pianeta Dell'Esilio - oppure passare ad Universo di Heinlein... Scelta ardua!
venerdì 2 agosto 2013
Yellow Birds - Kevin Powers
Una delle più belle storie sull'amicizia che abbia mai letto. Dove la brutalità è la realtà quotidiana, in quella guerra che ormai è parte integrante della nostra vita grazie ai media, Powers ci accompagna attraverso i suoi stati d'animo, i suoi tormenti e la sua ricerca di qualcosa che probabilmente non c'è. Con cosa si può essere disposti a convivere, a scendere a patti, a sopportare? Forse la risposta è qui dentro, ma non è detto che sia né quella corretta, né, tanto meno, quella gradita.
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