Alla quasi conclusione di "Notizie Dalle Tenebre" di Lansdale, nonostante non mi manchino le letture, ho deciso di andare a farmi un giretto in libreria. Sebbene io tenga monitorato le uscite di quasi tutte le case editrici che mi interessano, il "feeling" che si prova a girare fra la carta rilegata è sempre un fattore piacevole ed estemporaneo.
E poi c'è sempre il "rischio" di trovare qualche sorpresa (e a chi non piacciono le sorprese?!)...
Come appunto oggi!
Partiamo con una piccola premessa. Nella libreria vicino a dove vivo, il settore fantascienza e fantasy è verso il fondo, quasi all'esatto opposto rispetto all'entrata. Considerato che di norma è il mio punto di partenza, da cui poi comincio il vero giro con l'occhio pronto e attento, il mio "iter" di solito prevede una rapida occhiata alle novità o ai consigliati nel mentre mi avvicino alla meta.
Spiegato ciò, risulta facile comprendere la mia quasi pietrificazione alla vista (molto casuale) di "Dust" di Hugh Howey, terzo ed ultimo libro della trilogia del "Silo". Già per aver trovato "Shift" (il secondo volume di cui avevo accennato qualche post fa) ero rimasto stupefatto, figurarsi quando mi vedo "Dust" lì, pacifico e beato.
Non posso fare altro che complimentarmi con Fabbri Editore per la celerità con cui ha dato seguito alla pubblicazione di tutti i volumi!
Con in mano "Dust" allora, mi appropinquo al settore sci-fi e cosa vedo?! Una nuova "collana" degli Oscar Mondadori chiamata "I Grandi Della Fantascienza". Al momento solo sei volumi. Soffoco un'imprecazione a metà fra la sorpresa e l'incazzatura. E spiego subito perché.
La sorpresa perché finalmente ritrovare in libreria alcuni "mostri sacri" del genere, di facile reperibilità, è certamente una cosa positiva. L'incazzatura perché quattro di quei sei volumi li ho già e sono diventato matto per recuperarli negli scorsi anni, cercandoli fra bancarelle, internet e usati.
Superato comunque questo "shock" iniziale, le mie mani sono volate dirette su "Viaggio Allucinante" di Isaac Asimov e su "Il Giorno Dei Triffidi" di John Wyndham, appunto i due libri dei sei che mi mancavano.
Infine lo sguardo mi è caduto su "Desolation Road" di Ian McDonald. Scorrendo un po' la trama non mi pareva male e ogni tanto comprare qualcosa d'impulso senza conoscere nulla dell'autore può essere una piacevole scoperta.
Insomma, vado in libreria solo per "guardare" e torno a casa con quattro libri. Un classico direi.
mercoledì 25 giugno 2014
giovedì 19 giugno 2014
"Citazioni" - Joe Lansdale, Notizie Dalle Tenebre (parte 2)
"Per un po', non accadde più niente. - Forse dovremmo pregare per la nostra salvezza, - suggerì Cullen.- Prega in una mano, caga nell'altra e sta' a vedere quale si riempie per prima."
Joe Lansdale - Notizie Dalle Tenebre
"Citazioni" - Joe Lansdale, Notizie Dalle Tenebre (parte 1)
"Elvis sognò che aveva tirato fuori il cazzo dai pantaloni, per controllare se la protuberanza sulla cappella si fosse di nuovo riempita di pus. In quel caso, l'avrebbe ribattezzata Priscilla, come la sua ex moglie, e si sarebbe masturbato fino a farla scoppiare. O comunque, era questo che gli piaceva pensare. Era facile, nei sogni. In realtà, non aveva un'erezione ormai da anni."
Joe Lansdale - Notizie Dalle Tenebre
"Citazioni" - Wu Ming, L'Armata Dei Sonnambuli
"- Buongiorno cittadino - disse quello ad alta voce. - E buonasera, visto che io di questo giorno non vedrò la fine. Quindi, salutatemi il domani!"
Wu Ming - L'Armata Dei Sonnambuli
"Citazioni" - Joe Lansdale, Una Stagione Selvaggia
"Ero annoiato abbastanza da farmi una sega con un pugno avvolto nel filo spinato"
Joe Lansdale - Una Stagione Selvaggia
"Citazioni" - Ray Bradbury, Fahrenheit 451
"Chi non crea, non può fare a meno di distruggere"
Ray Bradbury - Fahrenheit 451
"Citazioni" - Joe Lansdale, La Sottile Linea Scura
"L'amor proprio è alla base di ogni cosa figliolo, fatta salva la follia pura e semplice"
Joe Lansdale - La Sottile Linea Scura
"Citazioni" - Joe Lansdale, La Foresta
"Nonno era così tirato che quando batteva le palpebre, gli si scappellava l'uccello"
Joe Lansdale - La Foresta
Il Caldo Si Appropinqua e Si Aprono Le Citazioni
Ci avviciniamo alla stagione estiva, che ha già comunque bussato un po' alla porta, ma, comportandosi da monella, si è nascosta spesso e volentieri subito dopo.
Sotto queste vampate di afa, ho concluso "L'Armata Dei Sonnambuli" dei Wu Ming, il quale si è rivelato un ottimo affresco della Francia (Parigi più che altro) nel periodo della rivoluzione francese. Lo stile degli autori e il loro modo di scrivere rimette davvero in pace con l'italiano, nonostante l'uso di un certo vernacolo che rende comunque davvero apprezzabile e varia la composizione.
Ora per le mani ho "Notizie Dalle Tenebre" di Joe Lansdale. Il libro è un insieme dei migliori racconti partoriti dalla mente dell'autore e mi è bastato vedere fra la lista "Bubba Ho-Tep" per acquistarlo a scatola chiusa. O meglio, proprio a scatola chiusa no, perché conosco Lansdale e so di cosa può essere capace la sua fantasia.
Questo di fatto mi ha suggerito anche un'altra cosa che avevo iniziato a fare qualche tempo fa... Riportare alcune citazioni, le più esplicite, scaltre, divertenti, oscene, meditative, insomma, quelle che mi hanno fatto fermare un attimo per rileggerle, qui da qualche parte. Non so bene ancora come strutturare il tutto, ovvero se fare un post unico con tutte le citazioni e aggiornarlo di continuo, oppure fare un post per ogni singola citazione, ma direi di essere più ispirato da questa seconda opzione, perché penso risulterebbe più snella.
Vedremo!
Perciò ora chiudo qui questo post e vi rimando ai prossimi post con le citazioni.
Sotto queste vampate di afa, ho concluso "L'Armata Dei Sonnambuli" dei Wu Ming, il quale si è rivelato un ottimo affresco della Francia (Parigi più che altro) nel periodo della rivoluzione francese. Lo stile degli autori e il loro modo di scrivere rimette davvero in pace con l'italiano, nonostante l'uso di un certo vernacolo che rende comunque davvero apprezzabile e varia la composizione.
Ora per le mani ho "Notizie Dalle Tenebre" di Joe Lansdale. Il libro è un insieme dei migliori racconti partoriti dalla mente dell'autore e mi è bastato vedere fra la lista "Bubba Ho-Tep" per acquistarlo a scatola chiusa. O meglio, proprio a scatola chiusa no, perché conosco Lansdale e so di cosa può essere capace la sua fantasia.
Questo di fatto mi ha suggerito anche un'altra cosa che avevo iniziato a fare qualche tempo fa... Riportare alcune citazioni, le più esplicite, scaltre, divertenti, oscene, meditative, insomma, quelle che mi hanno fatto fermare un attimo per rileggerle, qui da qualche parte. Non so bene ancora come strutturare il tutto, ovvero se fare un post unico con tutte le citazioni e aggiornarlo di continuo, oppure fare un post per ogni singola citazione, ma direi di essere più ispirato da questa seconda opzione, perché penso risulterebbe più snella.
Vedremo!
Perciò ora chiudo qui questo post e vi rimando ai prossimi post con le citazioni.
mercoledì 23 aprile 2014
Il Libro Dentro L'Uovo
Allora, nell'ultimo post concludevo con lo stupore per l'uscita de "Il Battito Delle Sue Ali".
Ebbene da lì a poco, ho avuto l'ennesima sorpresa, perché mi sono ritrovato praticamente per caso "Shift", il seguito di "Wool" di Hugh Howey. Avendo concluso quest'ultimo poco tempo fa, e considerando che la prima stampa italiana è datata 2013, non mi sarei aspettato di trovare già il secondo volume in vendita. In realtà non pensavo nemmeno che fosse già stato scritto, però non posso dire che non mi faccia piacere.
Ma chiudiamo la parentesi "sorprese & affini" e torniamo alle letture.
"Il Battito Delle Sue Ali" è stata una normale conclusione della trilogia. Non mi ha né lasciato indifferente, né stupito particolarmente, pur presentando qualche colpo di scena. Questa neutralità di opinione però non è da intendersi nel suo risvolto negativo. Semplicemente è un dato di fatto: si passa il tempo, si apprezza e si legge senza infamia né lode.
"6.41" di Jean-Philippe Blondel invece si è rivelato una piacevole lettura "giornaliera". Quest'ultimo termine non è riportato a caso, perché ci ho messo, purtroppo, solamente ventiquattro ore per portarlo a termine. Mi è piaciuto molto il dualismo dei punti di vista e dei pensieri dei due unici personaggi, perché permette di valutare le sensazioni di entrambi, sentendo entrambe le campane, e decidere noi alla fine che conclusioni trarre. Offre interessanti spunti di riflessione e probabilmente, fosse stato più lungo, avrebbe perso il suo aspetto più caratteristico e peculiare, ovvero il senso di "transitorietà" ( per capire meglio il concetto è necessario per forza di cose, leggerlo).
Indeciso su cosa mettere gli occhi, mi è capitato un mano un volumetto Urania (per chi non lo sapesse è una collana per le edicole edita da Mondadori che pubblica solo sci-fi) di E. C. Tubb intitolato "Paura Degli Sconosciuti". L'avevo lasciato nella zona dei "libri da leggere" perché al suo interno vi erano due storie separate, la prima, letta alla sua uscita, da cui prende il titolo, mentre la seconda, completamente a sé stante rispetto alla precedente, è "Sulle Orme Degli Angeli". Mi sono detto che fosse il caso di muoverlo verso la zona dei "libri letti", perciò l'ho portato a termine.
Nemmeno il tempo di pensare al seguito e in libreria trovo "L'Armata Dei Sonnambuli" di Wu Ming, "Il Cavaliere Dei Sette Regni" di George Martin e "Poesie" di Keats nella traduzione che cercavo da un po'.
Mi sono gettato senza indugi sulla nuova opera dei Wu Ming e sono davvero curioso di vedere cosa hanno prodotto questa volta...
Ebbene da lì a poco, ho avuto l'ennesima sorpresa, perché mi sono ritrovato praticamente per caso "Shift", il seguito di "Wool" di Hugh Howey. Avendo concluso quest'ultimo poco tempo fa, e considerando che la prima stampa italiana è datata 2013, non mi sarei aspettato di trovare già il secondo volume in vendita. In realtà non pensavo nemmeno che fosse già stato scritto, però non posso dire che non mi faccia piacere.
Ma chiudiamo la parentesi "sorprese & affini" e torniamo alle letture.
"Il Battito Delle Sue Ali" è stata una normale conclusione della trilogia. Non mi ha né lasciato indifferente, né stupito particolarmente, pur presentando qualche colpo di scena. Questa neutralità di opinione però non è da intendersi nel suo risvolto negativo. Semplicemente è un dato di fatto: si passa il tempo, si apprezza e si legge senza infamia né lode.
"6.41" di Jean-Philippe Blondel invece si è rivelato una piacevole lettura "giornaliera". Quest'ultimo termine non è riportato a caso, perché ci ho messo, purtroppo, solamente ventiquattro ore per portarlo a termine. Mi è piaciuto molto il dualismo dei punti di vista e dei pensieri dei due unici personaggi, perché permette di valutare le sensazioni di entrambi, sentendo entrambe le campane, e decidere noi alla fine che conclusioni trarre. Offre interessanti spunti di riflessione e probabilmente, fosse stato più lungo, avrebbe perso il suo aspetto più caratteristico e peculiare, ovvero il senso di "transitorietà" ( per capire meglio il concetto è necessario per forza di cose, leggerlo).
Indeciso su cosa mettere gli occhi, mi è capitato un mano un volumetto Urania (per chi non lo sapesse è una collana per le edicole edita da Mondadori che pubblica solo sci-fi) di E. C. Tubb intitolato "Paura Degli Sconosciuti". L'avevo lasciato nella zona dei "libri da leggere" perché al suo interno vi erano due storie separate, la prima, letta alla sua uscita, da cui prende il titolo, mentre la seconda, completamente a sé stante rispetto alla precedente, è "Sulle Orme Degli Angeli". Mi sono detto che fosse il caso di muoverlo verso la zona dei "libri letti", perciò l'ho portato a termine.
Nemmeno il tempo di pensare al seguito e in libreria trovo "L'Armata Dei Sonnambuli" di Wu Ming, "Il Cavaliere Dei Sette Regni" di George Martin e "Poesie" di Keats nella traduzione che cercavo da un po'.
Mi sono gettato senza indugi sulla nuova opera dei Wu Ming e sono davvero curioso di vedere cosa hanno prodotto questa volta...
lunedì 31 marzo 2014
Precognizione o fortuna?
Mi pare strano riuscire a scrivere a solo una settimana di distanza dall'ultimo post! E' una conquista non da poco!
La famosa decisione di lunedì scorso si è concretizzata su "La Terra Morente" di Jack Vance, primo volume del ciclo omonimo. Non è stato immediato, perché avevo messo mano a due libri di Brandon Sanderson ("Elantris" e "Il Conciliatore") e uno di Jo Walton ("Un Altro Mondo"). I due tomi di Sanderson mi facevano gola, ma non era il momento per affrontare delle narrazioni da oltre mille pagine. La lotta fra Walton e Vance è stata in bilico fino all'ultimo, ma poi, forse con un po' di misteriosa precognizione, ho scelto Vance perché era più corto. Difatti ieri, quasi per caso, passando in libreria cosa trovo?! "Il Battito Delle Sue Ali" di Paul Hoffman e "Shikasta" di Doris Lessing.
Ma andiamo con ordine.
"La Terra Morente" non è una storia nel senso stretto del termine. Sono più racconti che compongono un quadro, il cui titolo è appunto quello del libro. A vedere i volumi a seguire, ritengo probabile che la narrazione riguardi meno personaggi e sia più "uniforme", ma solo dopo averli letti lo potrò dire con certezza.
"Shikasta" sapevo che era in uscita, quindi il mio stupore nel trovarlo è stato molto contenuto.
Completamente differente la reazione invece alla vista de "Il Battito Delle Sue Ali" di Paul Hoffman. Ultimo della trilogia "La Mano Sinistra Di Dio", fino a qualche tempo fa non pareva nemmeno fosse certa una sua pubblicazione. Figurasi quindi una eventuale data di uscita. E invece eccolo lì, in concomitanza con la ristampa del primo, quelli della Editrice Nord se ne vengono fuori con questa sorpresa. Neanche a farlo apposta, lo trovo giusto nel momento in cui mi mancano dieci pagine per finire "La Terra Morente"... Che sia stata davvero precognizione?! Oppure semplice "fortuna"?!
Vabbé, poco importa. Stasera si parte con "Il Battito"!
La famosa decisione di lunedì scorso si è concretizzata su "La Terra Morente" di Jack Vance, primo volume del ciclo omonimo. Non è stato immediato, perché avevo messo mano a due libri di Brandon Sanderson ("Elantris" e "Il Conciliatore") e uno di Jo Walton ("Un Altro Mondo"). I due tomi di Sanderson mi facevano gola, ma non era il momento per affrontare delle narrazioni da oltre mille pagine. La lotta fra Walton e Vance è stata in bilico fino all'ultimo, ma poi, forse con un po' di misteriosa precognizione, ho scelto Vance perché era più corto. Difatti ieri, quasi per caso, passando in libreria cosa trovo?! "Il Battito Delle Sue Ali" di Paul Hoffman e "Shikasta" di Doris Lessing.
Ma andiamo con ordine.
"La Terra Morente" non è una storia nel senso stretto del termine. Sono più racconti che compongono un quadro, il cui titolo è appunto quello del libro. A vedere i volumi a seguire, ritengo probabile che la narrazione riguardi meno personaggi e sia più "uniforme", ma solo dopo averli letti lo potrò dire con certezza.
"Shikasta" sapevo che era in uscita, quindi il mio stupore nel trovarlo è stato molto contenuto.
Completamente differente la reazione invece alla vista de "Il Battito Delle Sue Ali" di Paul Hoffman. Ultimo della trilogia "La Mano Sinistra Di Dio", fino a qualche tempo fa non pareva nemmeno fosse certa una sua pubblicazione. Figurasi quindi una eventuale data di uscita. E invece eccolo lì, in concomitanza con la ristampa del primo, quelli della Editrice Nord se ne vengono fuori con questa sorpresa. Neanche a farlo apposta, lo trovo giusto nel momento in cui mi mancano dieci pagine per finire "La Terra Morente"... Che sia stata davvero precognizione?! Oppure semplice "fortuna"?!
Vabbé, poco importa. Stasera si parte con "Il Battito"!
lunedì 24 marzo 2014
Sul Finire Di Marzo
Mi pare di aver letto poco ultimamente, ma d'altra parte dipende un po' dai vari periodi. Oggi però sono "contento" perché ho finito (anche se è più corretto dire "sto finendo", ma questo lo spiego poi) un altro libro e quindi stasera ci sarà la "scelta" di cosa leggere. In effetti la decisione su cosa approcciare non è poi così rara, ma quando non ho già un'idea chiara in testa, oppure non devo continuare una saga, ecco che si presenta la "scelta": lo sguardo balza da una copertina all'altra finché un misto di estro e curiosità non mi fanno propendere per un dato volume. A dirla tutta, capita spesso che cominci a leggere tre o quattro libri in attesa di capire quale sia più confacente alla mia "voglia" in quel determinato periodo, ma, fortunatamente, mi bastano poche pagine per concludere la selezione.
Aggiornando un po' le letture, ho concluso "La Sottile Linea Scura" di Lansdale, che non ha tradito le aspettative. E difatti, tanto per non lasciare nulla d'incompiuto, subito dopo mi sono buttato su "Una Stagione Selvaggia" sempre di Lansdale, in modo da saggiare anche la sua principale saga di "eroi/antieroi". Questo è il primo volume delle avventure di Hap & Leonard, duo leggermente atipico che permette all'autore di infilare quella giusta e sfrontata dose di ironia e sarcasmo capace di alzare non poco il livello della storia.
Di tutt'altro tono invece "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury. Ritenuto pietra miliare della fantascienza, ricalca quella tipologia di romanzo in cui la distopia viene usata come strumento di critica e denuncia verso gli aspetti socio-culturali e politici della società vittima del consumismo e del controllo delle informazioni e della libertà di pensiero e parola.
"I Pirati Del Cielo" di Chris Wooding invece risulta essere molto più "leggero", trattandosi di un racconto di avventura con delle interessanti basi da poter essere sviluppate sia sui protagonisti che sul mondo in sé. L'autore difatti ha scritto altri libri su questo "universo", ma è da vedere se verranno pubblicati qui in Italia...
E con questo siamo alla fine. Quest'ultimo è appunto il libro che "ho finito" di cui parlavo sopra e di cui ora darò lumi: la storia l'ho finita, ma mi mancano solo da concludere le appendici, una sorta di corollario che permettono di approfondire alcuni aspetti della narrazione principale.
Quindi il tutto si rimanda a stasera, quando mi posizionerò davanti alla mia - purtroppo! - esigua libreria e mi metterò in attesa dell'ispirazione...
lunedì 10 febbraio 2014
Siamo già a Febbraio!
Buon anno, anche se in estremo ritardo!
Mi rendo conto di essere estremamente incostante, ma faccio quello che posso. Diciamo che la cosa realmente importante è non smettere di leggere, e almeno sotto questo aspetto, non difetto.
Nell'ultimo post ero ancora alle prese con "L'Ombra" di Roger Hobbs: scrittore giovane che ha prodotto un buon thriller. Nessun miracolo letterario beninteso, ma neppure da cestinare completamente. Mettiamola così, si potrebbe quasi considerare una sceneggiatura da film d'azione scritta per il vasto pubblico.
"Tre Uomini in Barca" di Jerome K. Jerome, libro con cui ho "scavallato" l'anno, si è rivelato un piacevole intermezzo "moderno" (inteso come periodo letterario) capace non solo di strappare sorrisi e qualche risata ma anche di dimostrare come alcune cose sembrino essere senza tempo.
Concluso quello, l'ambientazione salta avanti di quasi cinquant'anni e si sposta nell'America della fine del periodo del cosiddetto "West", grazie a "La Foresta" di Joe Lansdale. L'autore ha il merito di prendere dei fatti "semplici" e di trasformarli, portandoli fuori dagli schemi. Difatti una storia di rapimento e di ricerca non è di certo una novità, eppure il fatto che la "banda" di ricercatori sia composta da un ragazzo alle soglie della maturità, un pistolero nano, un nero gigante, uno sceriffo pieno di cicatrici e una prostituta, non può che spingere il lettore a chiedersi: "Perchè?".
Altro salto di quasi quarant'anni e immersione nel mondo visionario delle "Cronache del Dopobomba" di Philip Dick. Che dire? Il titolo è già di per sé un ottimo indizio su cosa ci si può trovare a leggere, ma giusto per dare un punto di partenza, si può mettere il caso che all'inizio della Guerra Fredda le bombe fossero davvero scoppiate e allora cosa sarebbe successo? Dick va, a suo modo (e ci tengo a precisarlo) a rispondere a questo interrogativo, mostrandosi molto affine alle tematiche quali ucronia e distopia (un po' come in "La Svastica Sul Sole") e tratteggiando una "visione" che ha ben poco di "comune".
Sulla scia di un similare sfondo post-apocalittico, si apre "Wool" di Hugh Howey, in cui troviamo ciò che resta del genere umano richiuso in un enorme silo sepolto sottoterra. E mi fermo qui per non dire altro. Aggiungo solo che il libro è incalzante e si legge davvero bene, con la giusta dose di suspence e mistero.
Una breve parentesi poi per concludere, finalmente, "Plotone Sette" di Andy McNab: tutta la panoramica sulla vita dell'autore prima, durante e dopo la vita nell'esercito e nel reggimento.
Infine ora sono quasi giunto al termine di "La Sottile Linea Scura" di Joe Lansdale. Devo dire che questo autore mi sta piacendo davvero, difatti ho già preso a scatola chiusa svariati altri suoi libri. Vediamo come finirà.
Non ho ancora idea di cosa prenderò in mano dopo, e ogni tanto la mente torna ancora ai due famosi incompiuti ("Underworld" e "I Fratelli Karamazov")... Ma so per certo che resteranno "incompiuti" ancora per un po'... Non è decisamente né il momento, né il periodo per concluderli.
Staremo (anzi, starò) a vedere cosa mi suggerirà l'estro!!
Mi rendo conto di essere estremamente incostante, ma faccio quello che posso. Diciamo che la cosa realmente importante è non smettere di leggere, e almeno sotto questo aspetto, non difetto.
Nell'ultimo post ero ancora alle prese con "L'Ombra" di Roger Hobbs: scrittore giovane che ha prodotto un buon thriller. Nessun miracolo letterario beninteso, ma neppure da cestinare completamente. Mettiamola così, si potrebbe quasi considerare una sceneggiatura da film d'azione scritta per il vasto pubblico.
"Tre Uomini in Barca" di Jerome K. Jerome, libro con cui ho "scavallato" l'anno, si è rivelato un piacevole intermezzo "moderno" (inteso come periodo letterario) capace non solo di strappare sorrisi e qualche risata ma anche di dimostrare come alcune cose sembrino essere senza tempo.
Concluso quello, l'ambientazione salta avanti di quasi cinquant'anni e si sposta nell'America della fine del periodo del cosiddetto "West", grazie a "La Foresta" di Joe Lansdale. L'autore ha il merito di prendere dei fatti "semplici" e di trasformarli, portandoli fuori dagli schemi. Difatti una storia di rapimento e di ricerca non è di certo una novità, eppure il fatto che la "banda" di ricercatori sia composta da un ragazzo alle soglie della maturità, un pistolero nano, un nero gigante, uno sceriffo pieno di cicatrici e una prostituta, non può che spingere il lettore a chiedersi: "Perchè?".
Altro salto di quasi quarant'anni e immersione nel mondo visionario delle "Cronache del Dopobomba" di Philip Dick. Che dire? Il titolo è già di per sé un ottimo indizio su cosa ci si può trovare a leggere, ma giusto per dare un punto di partenza, si può mettere il caso che all'inizio della Guerra Fredda le bombe fossero davvero scoppiate e allora cosa sarebbe successo? Dick va, a suo modo (e ci tengo a precisarlo) a rispondere a questo interrogativo, mostrandosi molto affine alle tematiche quali ucronia e distopia (un po' come in "La Svastica Sul Sole") e tratteggiando una "visione" che ha ben poco di "comune".
Sulla scia di un similare sfondo post-apocalittico, si apre "Wool" di Hugh Howey, in cui troviamo ciò che resta del genere umano richiuso in un enorme silo sepolto sottoterra. E mi fermo qui per non dire altro. Aggiungo solo che il libro è incalzante e si legge davvero bene, con la giusta dose di suspence e mistero.
Una breve parentesi poi per concludere, finalmente, "Plotone Sette" di Andy McNab: tutta la panoramica sulla vita dell'autore prima, durante e dopo la vita nell'esercito e nel reggimento.
Infine ora sono quasi giunto al termine di "La Sottile Linea Scura" di Joe Lansdale. Devo dire che questo autore mi sta piacendo davvero, difatti ho già preso a scatola chiusa svariati altri suoi libri. Vediamo come finirà.
Non ho ancora idea di cosa prenderò in mano dopo, e ogni tanto la mente torna ancora ai due famosi incompiuti ("Underworld" e "I Fratelli Karamazov")... Ma so per certo che resteranno "incompiuti" ancora per un po'... Non è decisamente né il momento, né il periodo per concluderli.
Staremo (anzi, starò) a vedere cosa mi suggerirà l'estro!!
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